| Prima del Santuario |
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Sulla sommità esisteva una torre, da cui si mandavano segnali ad altre torri, quando eserciti nemici facevano la comparsa sulle linee di valico e navi pirate spuntavano nell'orizzonte marino. Punti di guardia collegati al Monte Figogna erano il Bricco del Gazzo e la Località Scorca sopra Gazzolo, toponimi di origine germanica riferibili. All'organizzazione militare del territorio e al controllo delle vie di comunicazione.
Fu sede nei secoli che precedettero, l'apparizione della Madonna di un importante punto di segnalazione o di guardia. Una lapide trovata fra i detriti di una vecchia cisterna, con data 1.11.1469, i simboli della Repubblica di Genova e il nome di Pomota da Voltaggio, probabilmente in quella data avrebbe riparato la torre, prova l'esistenza del manufatto e l'utilizzo stesso fino agli anni prossimi alle vicende che hanno dato origine al Santuario.
Attorno al 1490 anno dell'apparizione sul Monte Figogna il territorio della Valpolcevera apparteneva al dominio della Serenissima Repubblica di Genova, piccoli nuclei di case rurali, aggregate a mezza costa o su poggi meglio esposti sul quale crescevano alberi da frutta, vite cereali e che costituivano il paesaggio attorno al Monte Figogna. Al pascolo erano riservate le terre a quote altimetriche più elevate, le Comunaglie appartenenti alle singole comunità e lo sfruttamento a pascolo delle montagne a corona della Valpolcevera era esercitato prima della dominazione romana, essendo praticato dalle popolazioni liguri dei Viturii Langensi abitanti l'alta valle e dai Genuati più vicini al mare. Queste tribù in perenne lotta tra loro per i pascoli intervenne un'importante sentenza romana nell'agosto del 117 A.C. riprodotta nella Tavola di Polcevera o Tavola Bronzea. |



