Il Polcevera e l'esercito PDF Stampa E-mail
POLCEVERA UN TORRENTE CHE SPAZZÒ VIA UN ESERCITO ...

La perdita della Corsica è il primo segnale della crisi genovese , in quasi 500 anni di dominio di quest'isola, Genova non ha mai fatto nulla per rendere bene accetta la sua presenza, e quando nel 1727 impone nuove tasse, tutto il popolo corso appoggiato dal clero locale, innesta una ribellione che durerà sino al 1740, quando Luigi XV re di Francia, riporta l'ordine. La tranquillità dura appena un decennio: le rivolte riprendono, e la presenza delle guarnigioni francesi sull'isola rivelano che Genova ha perso il controllo della Corsica. Pertanto non le rimane che venderla alla Francia, vendita ufficializzata nel 1769.
In questo secolo il Ducato di Savoia riesce ad allargare i suoi possedimenti verso il mare, mediante l'alleanza con l'Impero Austriaco. Il Duca Carlo Emanuele III si inserisce nella guerra di successione austriaca, alleandosi con Maria Teresa d'Austria che gli cede in cambio Finale, appartenente a Genova. La violazione della proprietà induce Genova ad entrare in guerra, a fianco di Spagna, Francia e Napoli, le quali però alle prime difficoltà tagliano la corda lasciando soli i Genovesi.

Nel 1746 e precisamente il giorno 4 Settembre, l'esercito austriaco è accampato nel letto asciutto del Polcevera, i soldati di fede protestante, bestemmiano la Madonna della Guardia, quando un improvviso acquazzone si rovescia sulla valle , gonfiando il torrente e causando la morte di oltre mille soldati.

Nel 1747 l'esercito scende nuovamente dal nord, ed in breve occupa tutta la Valpolcevera, da Pontedecimo a Bolzaneto scegliendo il Monte Figogna come quartiere generale delle operazioni militari. Gli austriaci entrano in Genova da padroni, imponendo condizioni durissime. Durante una comune operazione di artiglieria, prende avvio la ribellione da un ragazzo " Il Balilla ", basta che questi lanci una pietra a un ufficiale austriaco per scatenare una fitta sassaiola, e subito dopo, l'insurrezione che bandisce gli austriaci dalla città e fa sì che il loro tentativo di riconquistarla da Nord sia respinto da 8.800, contadini Polceveraschi dove proprio sul Monte Figogna il capitano generale delle truppe, colonello Franquin, viene colpito in pieno da un colpo di cannone, e dalla sua morte comincia la riscossa dei genovesi che diventa completa con la ritirata del 19 Luglio.

Lo stesso giorno molti Pellegrini salgono al Santuario Madonna della Guardia per ringraziare.