| Santuario della Vittoria 10-05-1965 |
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In quell'occasione il Passo della Vittoria fu teatro dello scontro tra le truppe di Carlo Emanuele di Savoia e un gruppo di ardimentosi paesani locali i quali, in 80 contro 7000, riuscirono a resistere per 10 ore ai tentativi di sfondamento dei savoiardi salvando così da capitolazione certa la città di Genova.
Il Duca di Savoia, infatti, aveva dichiarato Guerra alla Serenissima Repubblica di Genova, utilizzando come pretesto il fatto che Ferdinando II di Germania aveva venduto ai genovesi il marchesato di Zuccarello del quale egli rivendicava il possesso. Lo scopo del Duca era evidentemente quello di mettere a ferro e fuoco Genova per poi conquistare Gavi, Voltaggio, Savignone e Busalla egli era deciso ad oltrepassare l'Appennino attraverso la Valpocevera passando tra i comuni di Bolzaneto, Pontedecimo, Campomorone e salendo su a Petralavezzara constatò che era una zona molto ben controllata e difesa cosa che lo fece desistere preferendo il passo del Pertuso o Vittoria. Don Gio Maria Lucchini rettore di Montanesi , ebbe in sogno in cui la Madre di dio, che vegliava il passo da un'edicola ivi costruita, prometteva difesa e protezione alla popolazione di Montanesi e Mignanego e a tutta la Vallepolcevera sino alla città di Genova: esortava a non fuggire, ma a difendere il passo. Il rettore, riunita la popolazione atterrita ed incerta sul da farsi, esortò tutti, uomini e donne, a pregare e a lottare, e raccontò a tutti il sogno. Comunicò e confessò tutti, ed insieme si affidarono alla protezione della Madonna, perché il quel momento di così grande difficoltà Ella aveva promesso il suo soccorso. E, infatti, gli 80 paesani col loro parroco riuscirono a resistere fintanto che alcuni capitani di ventura, tra cui il famosissimo Battino Maragliano, raccolti più di 1500 uomini, giunsero finalmente in soccorso dei combattenti ormai allo stremo delle forze, respingendo in via definitiva l'attacco nemico. Don Lucchini, disconoscendo ogni merito personale nella vittoria riportata, rivolse già un mese dopo una supplica al Senato al fine di ottenere sia l'autorizzazione ad erigere una chiesa nel luogo della Vittoria, sia qualche aiuto finanziario per realizzarla. All'uso del tempo il Senato richiamò dal bando un indesiderato imponendogli di versare il suo debito al parroco, ma il tentativo si risolse in un fallimento; nonostante ciò il Lucchini non si diede per vinto. |



